18 dicembre 2012 ~ Commenti disabilitati su Confrontare la Tv con altri media: quali dimensioni tecniche considerare?

Confrontare la Tv con altri media: quali dimensioni tecniche considerare?

Cristina La Marca Eolico TV Nel precedente articolo ho chiarito che la televisione interattiva riuscirà a conquistare un sufficiente livello di motivazione all’uso da parte degli utenti solo se riuscirà a proporsi come piattaforma multi-servizio, capace

  • di riprodurre in nuova veste il suo consueto potenziale di affabulazione ed intrattenimento (partecipazione e coinvolgimento nella programmazione, forme di gaming interattivo individuale e collettivo)
  • aggiungere estensioni dell’uso che tendano alla risoluzione di problemi che riguardano la quotidianità dell’utenza (processi di acquisto, rapporti con la PA, supporto medico ecc.)

In questo articolo ci si focalizza quindi sulla dimensione prettamente tecnica del broadcasting tradizionale e, soprattutto, interattivo e si continua l’analisi delle dimensioni essenziali che bisogna considerare prima di apprestarsi a progettare l’interazione. Dal punto di vista tecnico è rilevante considerare i seguenti aspetti dell’ambiente televisivo:

  1. Canali di informazione: la televisione digitale è tecnicamente caratterizzata da un tre canali di informazione (audio, video, dati) veicolati attraverso lo stesso dispositivo. Vi è generalmente un conflitto tra l’azione di guardare il flusso di contenuti (broadcast stream) e quella di manipolare le componenti interattive, soprattutto nel caso delle applicazioni content-related, concepite per essere usate contestualmente alla visione di uno specifico contenuto.
  2. Servizi interattivi embedded: i servizi interattivi puramente “stand-alone”, cioè quelli dell’interfaccia di orientamento propria del software di base associato al particolare decoder usato, non costituiscono il vero banco di prova delle reali potenzialità della televisione interattiva. Esse infatti si esplicano al meglio nel caso dei servizi content-related (t-voting, newscasting, tv-site pubblicitari, t-commerce) o channel-related (EPG del network) per i quali si verifica la correlazione tra l’usabilità percepita e la preferenza accordata dal telespettatore al particolare programma o al canale del network. In ragione di ciò, il grado di accettazione della complessità associata al funzionamento dell’applicazione è potenzialmente maggiore nel caso di telespettatori assidui di un programma o di un canale/network rispetto al caso del telespettatore generico.
  3. Aspetti strettamente relativi al broadcasting: generalmente la valutazione dell’usabilità dei servizi interattivi content-related è resa più difficoltosa dal fatto che essa è intrinsecamente collegata al tempo dell’emissione del contenuto a cui si è associata. La simultaneità è spesso un valido supporto per motivare l’utenza ad intraprendere azioni di interazione con il contenuto trasmesso. Il tempo della messa in onda del programma costituirebbe quindi il momento migliore per l’attività di testing. Tale condizione impone una significativa limitazione alla riproducibilità in laboratorio dell’originale osservazione real-time dell’interazione telespettatore-contenuto.

 

Cristina La Marca

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