29 ottobre 2012 ~ Commenti disabilitati su Tutti i tipi di decoder: PVR e IDTv

Tutti i tipi di decoder: PVR e IDTv

Cristina La Marca l’eolico nell ‘IDTV

di Cristina La Marca

Oltre a zapper e decoder interattivi precedentemente descritti, esistono altre due tipologie di decoder:

Personal Video Recorder (PVR): è un decoder che contiene un hard-disk di grossa capacità (dai 60 ai 200 GB), grazie al quale è possibile realizzare funzionalità innovative, prima impensabili con un normale apparecchio di videoregistrazione. Il “live pause” consente di mettere in pausa un programma trasmesso in diretta, per poi farlo ripartire successivamente dal punto esatto in cui era stato interrotto; con l’ “instant replay” il telespettatore può visualizzare sul proprio televisore la replica di qualsiasi scena semplicemente premendo un tasto del telecomando; con il “time delay” l’utente può richiedere la registrazione di un programma per poi cominciare a fruirne dall’inizio in un secondo momento, senza interromperne la registrazione.

Le rivoluzionarie potenzialità del PVR non mancano di preoccupare i broadcaster televisivi che fondano i propri introiti sulla pubblicità: le possibilità di navigazione dentro le trasmissioni registrate in corso di visione permettono infatti di oltrepassare agevolmente gli stacchi pubblicitari senza cambiare canale.

Integrated Digital Tv (IDTv): consiste in un televisore con decoder digitale terrestre incorporato. Esattamente come già accaduto per il teletext, il STB infatti sarà presto parte dei componenti interni di un apparecchio televisivo. Se l’integrazione di un decoder zapper all’interno di un televisore appare una soluzione facilmente affrontabile, un televisore integrato con un decoder interattivo pone una serie di problemi legati al ciclo di vita del software impiegato.

Per il tipo di funzionalità in continuo avanzamento, infatti,  la vita media di  un decoder interattivo ha una durata prevista di quattro/cinque anni, troppo  esigua in relazione all’ investimento dell’entità di un IDTv (mediamente 1000  euro).

 

Cristina La Marca

Comments are closed.